Per avere la Chiesa
Parrocchiale, qual è oggi, i camposanesi hanno dovuto aspettare fino al
1745, quando fu inaugurata. Tuttavia, essi avevano a disposizione alcune
chiese di minore importanza, quale quella della Confraternita del SS.
Rosario che fu eretta alla fine del Trecento.
Quando gli Orsini introdussero il culto di San Gavino la congreta
divenne confraternita del SS. Rosario e di S. Gavino e fu allora, per il
grande numero di fedeli, che ci si accorse dell'inadeguatezza della
chiesa, divenuta ormai parrocchia; di qui, la necessità del suo
ampliamento. Inoltre, il centro dell'agglomerato urbano cresceva proprio
intorno all'antica Via Maggiore, l'odierno Corso Vittorio Emanuele III,
in omaggio a casa Savoia, dove appunto si trova la parrocchia.
Dopo tre secoli di discussioni e di
progetti puntualmente scartati, in un periodo storico - politico -
culturale sfavorevole per la recessione dovuta agli alti tributi che le
popolazioni dovevano pagare ai sovrani spagnoli; fu grazie a Carlo III
di Borbone che anche l'edilizia religiosa ricevette un forte impulso.
Al settecento, infatti, risalgono il Seminario di Nola, la
Chiesa Collegiale di Avella, la Chiesa Prepositurale di Cimitile e, tra
le altre opere, anche la Chiesa Parrocchiale di Camposano.
Fu deciso di abbattere la vecchia chiesa e alcune abitazioni
vicine per edificare quella nuova e più ampia; essa fu costruita e
inaugurata al culto la quarta domenica di agosto del 1754.
E' ancora incerto chi ne sia stato l'architetto, anche se, per
il complesso della sua architettura, si propende a credere che
l'approvazione finale al progetto l'abbia dato Luigi Vanvitelli, colui
che era definito << regio ingeniero >> alla corte di re Carlo III.
La nostra
Parrocchia è in stile neoclassico, con archi a tutto sesto,
navata unica a croce romana, cappelle laterali, cupola alta e
solenne. Il cornicione della navata centrale arriva a 12 metri
di altezza e con la volta a 18 metri; mentre la cupola si erge a
30 metri dal pavimento. La cona è semicircolare e, dove prima
c'era una ringhiera di ferro, oggi c'è una balaustra di marmo a
foggia di colonnine ed arcate che insieme a due gradini fa da
limite alla navata. Nel complesso gli altari sono otto, tutti in
marmo; l'altare maggiore è un bell'esempio di stile barocco
settecentesco.
Il pavimento è costituito da strisce in lastroni in cemento
bianco e nero. Nel 1925 il parroco Tortora, per proteggere il
sagrato della chiesa dalla strada, fece montare una massiccia
cancellata in ferro.
Bibliografie:Camposano...Gavino notizie storico-critiche pag. 6
A cura del Centro Studi Parrocchia S.Gavino Martire Camposano
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