Chi era Gavino

Uomo di rare virtù civili e militari, Gavino raccoglieva la stima dei suoi pari e allo stesso tempo la simpatia dei cristiani, benché fosse un pagano. Egli, avendo compreso la follia e immoralità del culto pagano, da tempo studiava i tratti dei filosofi, bramoso di conoscere la verità. Quindi si dispose favorevolmente alla penetrazione delle idee di carità e di amore di cui Proto e Gianuario si erano fatti testimoni. Da questo momento si aprì per lui la via della salvezza. S’ignora il luogo preciso della sua nascita, essendoci controversia tra chi lo vuole nato a Turris e chi a Roma intorno al 250 d.C. dove la famiglia Sabelli, cui Gavino apparteneva, era una delle più illustri. 

Infatti, non è da escludere che sia nato a Porto Torres da genitori romani residenti lì per ragioni di governo. S’ignora il luogo preciso della sua nascita, essendoci controversia tra chi lo vuole nato a Turris e chi a Roma intorno al 250 d.C. dove la famiglia Sabelli, cui Gavino apparteneva, era una delle più illustri. Infatti, non è da escludere che sia nato a Porto Torres da genitori romani residenti lì per ragioni di governo. Quando al suo grado militare c’è molta confusione; comunque, per essere in Sardegna all’epoca di Diocleziano come collaboratore del capo della provincia, doveva essere o comandante generale o legato.

Anche l’iconografia ce lo descrive come un militare d’alto rango con l’elmo con tre penne rosse, caratteristico degli ufficiali più elevati in grado; con il corpo coperto dalla lorica, un corsetto in maglie d’argento con lavori in rilievo, tipico dei generali; con gambale dal ginocchio al collo del piede, con scudo ovale, spada corta, tunica in lana stretta in vita da una sciarpa, tutti i capi di vestiario degli ufficiali. Col passare dei secoli, la famiglia non si estinse, tanto che i Sabelli (o Savelli ) seguirono nel medioevo gli Orsini; furono emuli dei Colonna ed anche guelfi.

Bibliografia: Da Porto Torres a Camposano a cura della Parrocchia S. Gavino Martire Camposano, pag.11