Palio delle Contrade Città di Camposano: "SAGRA ROMANA"
HANNIBALIA - A cena con Annibale”
Banchetto in onore
di Annibale con pietanze tipiche dell’Antica Roma basate su ricette
latine di Marco Gavio Apicio e Marco Porcio Catone
L’unico testo di gastronomia dell’antica Roma che è
arrivato sino a noi è : "Artis magiricoe libri X" famoso come "De re
coquinaria" di o meglio attribuito a Marco Gavio Apicio. Le traduzioni
in commercio sono molteplici e nel libro vengono descritte ricette
ordinate secondo menù. I romani del primo secolo dopo Cristo, epoca in
cui Apicio scrive il trattato, conoscevano alcuni alimenti che sono
arrivati sino ai giorni nostri come: il riso, numerose spezie (piretro,
semi di mirto e di ruta), mele, cedri, albicocche, fagiani, struzzi e
faraone.
Esistono, al contrario, una serie di
ingredienti a noi sconosciuti, che Apicio cita nelle sue
ricette:
1. il siliphium una droga pregiatissima;
2. il garo, una salsa di pesce;
3. il liquamen, salsa base ottenuta dalla filtrazione
del garo;
4. il colore, una pasta di fichi;
5. la lucanica, un salume.
Giusto per citarne alcuni. Ma esistono anche alimenti
che non sappiamo identificare, ad esempio i lacerti
(sgombri?) o la perca (pesce persico?) o il ficato (era
un foie gras di maiale, di oca o tutti e due?). Ancora
il collare porcino che poteva essere la coppa o il
guanciale, probabilmente anche le albicocche e le pesche
erano diverse dalle nostre. Ma, in pratica, cosa
mangiavano i nostri antenati?
Sulla tavole degli antichi romani
abbiamo la presenza di vari tipi di pesce, carne,
verdure, legumi, frutta secca, miele, erbe aromatiche,
olio di oliva, vino, liquamen.
Quest’ultimo, come citato in precedenza, è la salsa base
della cucina apiciana; è un prodotto liquido che si
ottiene dalla filtrazione del garo, ai giorni nostri
potrebbe assomigliare ad una miscela di pasta d’acciuga
e salsa di soia. Veniva usato come condimento ed è un
ingrediente di molte ricette del testo.
Come legante veniva usata la tracta, impasto di farina e
acqua, il mosto dolcificato con miele e presumibilmente
fermentato era chiamato mulso ed era anch’esso presente
sulle tavole degli antichi romani.
Da un punto di vista nutrizionale non possiamo esprimere
un giudizio poiché non ci è arrivata notizia sulla
frequenza del consumo di questi piatti (molte di queste
ricette se non tutte erano ad uso e consumo esclusivo
delle tavole patrizie), né dell’eventuale integrazione
nella dieta di altri alimenti, si potrebbe semplicemente
fare un’analisi bromatologica sommaria (sommaria perché
Apicio non indica le quantità degli ingredienti delle
singole ricette).
Ci limiteremo, quindi, a descrivere
quattro ricette tratte dal "De re coquinaria" , una di
pesce una di carne, una di verdura e un dolce.
In mitilus [ 9,XI, 1]:
liquamen, porrum concisum,
cuminum, passum, satureiam, vinum, mixtum facies
aquatius et ibi mitulos coques. Traduzione:
Sui mitili: liquamen, porro tritato, cumino, passito,
santoreggia, vino, fai una miscela acquosa e lì cuoci i
mitili.
Vitellina frictra [8, V, 1]:
Piper, ligusticum, apii semen, cuminum, origanum, cepam
siccam, uvam passam, mel, acetum, vinum, liquamen,
oleum, defritum. Traduzione :Pepe, ligustico, sedano seme, cumino, origano, cipolla
secca, uva passa, miele, aceto, vino, liquamen, olio,
defrito. (Il ligustico citato in questa ricetta è una comune
pianta perenne della famiglia delle ombrellifere, che
dona un aroma piccante, è una pianta che non viene più
coltivata in Italia. Il defrito, invece, era un mosto
concentrato a caldo).
Aliter carduos [3,XIX,2]:
Rutam, mentam, coriandrum,
feniculum, omnia vitidia teres. Addes piper, ligusticum,
mel, liquamen et oleum. Traduzione:
In altro modo i cardi: ruta, menta, finocchio, trita
tutto verde. Aggiungi pepe, ligustico, miele, liquamen e
olio.
Aliter dulcia [7, XIII,5]:
Piper, nucleos, mel, rutam et
passum teres, cum lacte et tracta coques. Coagulum coque
cum modicis ovis. Perfusum melle, aspersum pipere
inferes. Traduzione:In altro modo dolci: pepe, gherigli, miele, ruta e
passito pesta, con latte e tracta cuoci. Cuoci il
coagulo con poche uova, coperto di miele, sparso di pepe
servi.
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