Al prof. Giovanni Rosella, ex presidente della Pro Loco, chiediamo in
che modo si è concretizzato l’impegno della Pro Loco:
Innanzitutto, perché S.Donato?
La Pro Loco ha “adottato” ufficialmente
la chiesa di S.Donato nel 1997 seguendo l’iniziativa dei sigg. Antonio
Correra, Pasquale Vetrano e Giuseppe Vetrano, che da un paio d’anni
cercavano di riportare in vita le antiche tradizioni popolari legate al
culto del Santo, spinti anche dal parroco di allora, don Antonio
Federico. Fu costituito per l’occasione un comitato misto composto
dall’associazione e dai vecchi promotori, per consolidare il lavoro
svolto fino a quel momento e riportare in auge una festa molto amata dai
camposanesi e non solo, dato che l’evento un tempo richiamava fedeli da
tutto l’Agro Nolano e dalla Bassa Irpinia.
Tutte le attività sono sempre state
svolte in collaborazione con la famiglia Sirignano, da generazioni
“custodi spirituali” della chiesetta.
Cosa la Pro Loco ha realizzato per il
recupero delle tradizioni legate al culto del Santo?
La Pro Loco ebbe ed ha
tuttora l’intenzione di riportare alla memoria tradizioni, sapori e
odori legati all’antica festa di S.Donato ed ormai smarriti nel tempo,
come la benedizione dell’olio e la distribuzione del pane benedetto, la
sagra dell’anguria, i canti e
balli di musica napoletana tradizionale.
Negli anni poi sono state introdotte
nuove tradizioni quali la Gara podistica, che richiama molti giovani
sportivi e coinvolge tutto il paese, dato che l’itinerario scelto è un
percorso cittadino dal centro storico di Camposano fino alla chiesetta
di S.Donato, situata in periferia al confine con Cimitile.
Sono stati realizzati anche lavori alla
struttura della Chiesa?
L’intervento di “recupero” affrontato
dall’associazione non è da intendersi solo in riferimento al recupero
delle tradizioni, ma anche di tipo strutturale.
Sin dal 1997 abbiamo affrontato una serie
di lavori per di ristrutturazione della chiesetta, sia internamente
riaffrescandone le pareti, sia esternamente riportando alla luce
l’originale parete in tufo tinteggiata diverse volte negli anni. Inoltre
nel 2004 è stata collocato nel campanile della chiesetta una antica
campana appartenente alla vecchia parrocchia di S.Gavino Martire
distrutta a causa del terremoto degli anni ’80.
Nel giugno 2002 l’antica statua del Santo
è stata sostituita dall’attuale, donata dalla famiglia Sirignano e
collocata sull’altare della chiesa nel corso di una manifestazione molto
sentita che ha coinvolto autorità locali civili e religiose e la
popolazione tutta.
Quali sono i progetti per il futuro?
Abbiamo intenzione di continuare il
lavoro svolto, valorizzando al meglio le risorse storiche camposanesi,
ma soprattutto riportando alla luce la memoria storica di un paese, le
sue tradizioni, i suoi ricordi.
Questa volontà richiede, però, molto
lavoro… lo sanno bene i soci della Pro Loco, la famiglia Sirignano e
tutti coloro che hanno partecipato attivamente negli anni a questo
recupero.
Ne approfitto per ringraziare di cuore,
oltre i soci della Pro Loco che hanno partecipato attivamente ai lavori
e la popolazione camposanese che ha contribuito economicamente alla
riuscita dell’evento, il sig. Gaspare Scala che si è sempre prodigato
attivamente per l’evento nel corso degli anni, mostrando passione e
devozione; inoltre vorrei ringraziare il sig. Soccorso D’Ambrosio per
gli applicchi donati.
Saremo lieti di poter coinvolgere in
futuro istituzioni, associazioni ed altri fedeli, in modo da poter
conferire all’evento un peso maggiore nello scenario delle
manifestazioni regionali, e contribuire maggiormente al recupero
architettonico della chiesetta.
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